La legge 10/91 fornisce nuove opportunità di autonomia gestionale del calore ai milioni di famiglie proprietarie di appartamenti attualmente serviti da impianti di riscaldamento centralizzati.
Quello che c'è da sapere sulla maggioranza necessaria per la delibera della trasformazione da centralizzato a individuale o per l'adozione della contabilizzazione del calore.
No alla trasformazione in impianti individuali.
Costi e vantaggi con la contabilizzazione individuale del calore.
La legge 10/91 fornisce nuove opportunità di autonomia gestionale del calore ai milioni di famiglie proprietarie di appartamenti attualmente serviti da impianti di riscaldamento centralizzati. L'articolo 26 di questa legge infatti tratta proprio della gestione autonoma del riscaldamento ed in particolare : - il comma 2 riduce a 501 millesimi il quorum necessario per la deliberazione di interventi in parti comuni di edifici, volti al contenimento del consumo energetico ivi compresi quelli di trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari a gas (rinvio all'articolo 8 comma 1 punto g); - il comma 5 riduce alla maggioranza semplice il quorum necessario per le innovazioni relative all'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore e per il conseguente riparto degli oneri di riscaldamento; - il comma 6 obbliga a progettare e realizzare i nuovi edifici in modo tale da consentire l'adozione di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del calore per ogni singola unità immobiliare.
Autonomo o Contabilizzazione individuale ?Il legislatore, per conseguire la finalità perseguita del risparmio energetico, ha voluto perciò indicare per gli edifici esistenti due strade di avvicinamento : una prima più gravosa (smantellamento di un impianto tecnologico esistente con costi successivi di adozione di impianti indivuaduali notevoli) ed una seconda più facile ed immediata (adeguamento e miglior godimento di impianti esistenti); per entrambe ha previsto più ridotti quorum ma per questa seconda strada, meno costosa per i condomini, ha previsto una esplicita deroga agli articoli 1120 e 1136 C.C. dettando un quorum per la relativa delibera di adozione veramente modesto.
Pro e contro l'impianto autonomo. Molti sono gli studi che sconsigliano la trasformazione di un impianto di riscaldamento centralizzato in impianti autonomi (Adiconsum, Altroconsumo, ecc). A fronte di un unico grande vantaggio, la totale autonomia dei Condomini nella gestione del calore, una miriade di controindicazioni. Innanzitutto gli elevatissimi costi iniziali, poi la difficoltà pratica di realizzare nuove canne fumarie che per legge debbono sopravanzare il tetto, infine tanti adempimenti e costi fissi di gestione annuali (manutenzione obbligatoria, bollino blù). Da ultimo, ma importantissimo, aumento dei problemi di sicurezza collettiva.
Tutti i problemi vengono meno mantenendo l'impianto centralizzato ed adeguandolo ad erogare calore secondo richiesta individuale.
Quello che bisogna ancora sapere prima di deliberare la contabilizzazione individuale
Due sono i metodi per la contabilizzazione del calore : a contatore unico o a contatore per singola piastra radiante.
Contatore unico. Il contatore si presenta simile a quello dell'acqua fredda ma misura contemporaneamente la quantità di acqua che lo attraversa e la differenza di temperatura tra il punto di entrata e quello di uscita dall'appartamento. Si può applicare solo in impianti di recente costruzione quando il prelievo dell'acqua calda impiegata per riscaldare le piastre radianti viene effettuato da una sola colonna montante. Può comportare piccole opere murarie; potrebbe anche essere necessario sezionare il tubo di mandata per applicare il predetto contatore.
Contatore per singola piastra. E' un piccolo computer. E' costituito da un apparecchietto autonomo grande come un telefonino che viene sigillato su ogni piastra radiante. Rileva e registra nella sua memoria istante per istante la temperatura della piastra e quella dell'ambiente circostante e sulla base della superficie radiante, mappata all'interno al momento della istallazione, determina le calorie cedute all'ambiente. Non sono necessarie opere murarie.
Valvole automatiche di regolazione. Nei condomini dove si istallano misuratori di calore individuali è sempre opportuno istallare, oltre alle opportune regolazioni di centrale, anche valvole automatiche di regolazione della temperatura piastra per piastra. Se infatti la contabilizzazione individuale induce i singoli Condomini a comportamenti "risparmiosi", del tipo "per ricambiare l'aria apro le finestre solo per qualche minuto, chiudo una piastra nella stanza che non frequento..", è con l'adozione delle valvole automatiche che si ottengono e concretizzano i risultati più interessanti. Con queste infatti si possono impostare differenti temperature per locali differenti . Per il benessere fisiologico è sempre preferibile tenere bassa e costante la temperatura interna alle abitazioni allungando eventualmente i tempi di utilizzo del riscaldamento piuttosto che fare il contrario. Infatti le dispersioni verso l'esterno, ed anche verso i vicini !, crescono di molto con l'aumentare della temperatura interna agli ambienti.
Costi di istallazione. Si possono indicare in circa 50 euro per ogni contatore e quasi altrettanti per ogni valvola di regolazione automatica.
Ripartizione dei costi di esercizio annuali.
Alla fine di ogni stagione di riscaldamento una ditta specializzata leggerà tutti i contatori ed effettuerà la ripartizione dei costi imputabili a tale servizio (gas, elettricità, piccole riparazioni, terzo responsabile, lettura dei contatori).
E' bene precisare che anche in regime di contabilizzazione individuale del calore una parte delle spese (di norma indicata nel regolamento di condominio diciamo in ipotesi un 25% ma anche fino al 40% e oltre) deve comunque essere sostenuta anche dai Condomini che per una o più stagioni non avessero usufruito del riscaldamento, in ragione della tabella millesimale di proprietà.
Perciò la parte restante, nella ipotesi prima fatta il 75% o meno, sarà ripartita sulla base dei consumi effettivi misurati.
Orario di accensione. Per gli impianti dotati di contabilizzatori individuali e di termoregolazione la legge non prevede limitazioni di orario.
Se la caldaia è di tipo moderno, ha alti rendimenti e consente una elevata progressione nella erogazione del calore, si potrebbe addirittura decidere di tenere l'impianto centralizzato sempre in funzione.
Una buona soluzione potrebbe essere di spegnere l'impianto per 6-8 ore ogni notte lasciando alle regolazioni di caldaia il compito di spegnerla nelle ore più calde del giorno. |