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| L'applicazione della contabilizzazione del calore altera, in favore dei piani intermedi, l'equilibrio economico definito con le tabelle millesimali.
In effetti se il fabbricato non è adeguatamente coibentato i piani primo e ultimo si ritrovano da soli a sopportare il maggior onere derivante dalla loro enorme superficie disperdente esposta ai quattro venti.
Per ripristinare l'equilibrio economico il Condominìo dovrebbe almeno coibentare adeguatamente il primo e l'ultimo solaio. Per avere una maggiore autonomia individuale nella gestione del riscaldamento e per ridurre i consumi , invece di trasformare un impianto centralizzato in tanti impianti autonomi è preferibile installare la contabilizzazione del calore senza abolire l’impianto centralizzato.
Perché preferire la contabilizzazione :
1. Si utilizza il vecchio impianto centralizzato, con l’aggiunta degli apparecchi necessari alla contabilizzazione: la spesa è molto inferiore alla trasformazione in impianti autonomi.
2. Non è necessario rompere muri e pavimenti; si evita di dover costruire, per ciascuna caldaietta, canne fumarie e camini sopra il colmo del tetto per lo scarico dei fumi, oltre a nuove tubature per il trasporto dell’acqua calda e del gas.
3. Se la caldaia centralizzata è a gasolio, o ad altro combustibile, non è necessario convertire l’impianto a metano, cosa necessaria invece per le caldaiette singole.
4. L’impianto centralizzato è più sicuro: in un condominio con tanti impianti singoli basta che un solo proprietario trascuri le norme di sicurezza, per creare pericoli per tutti.
5. La manutenzione di una caldaia unica, anziché di tante singole, è più facile e le relative spese, divise tra tutti, sono meno onerose.
6. Il risparmio di combustibile avvantaggia anche chi sta sempre in casa, non solo chi vi passa poche ore al giorno.
7. L’impianto centralizzato con contabilizzazione del calore non ha alcuna limitazione negli orari di accensione.
Queste ragioni rendono conveniente il mantenimento dell’impianto condominiale centralizzato, installando un sistema di contabilizzazione del calore e applicando la ripartizione delle spese in proporzione ai consumi.
La riprova che i vantaggi della contabilizzazione del calore sono notevoli, sta anche nel fatto che, dall’agosto 1994, i nuovi edifici debbono obbligatoriamente essere predisposti per l’installazione di un sistema di contabilizzazione del calore.
Dal 1 gennaio 2000, infine, tutti i nuovi impianti di riscaldamento centralizzati debbono essere dotati di contabilizzatori.
Si calcola che con la contabilizzazione si ottiene da un minimo del 10% a oltre il 30% di risparmio sul costo globale.
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio.
Prendiamo ad esempio una palazzina anni '60, costruita in epoca di allegria energetica, che dal punto di vista della coibentazione è un vero colabrodo : pompi in continuazione calore all'interno e questo rapidamente scappa via verso l'esterno attraverso i muri, le finestre e il primo e l'ultimo solaio.
In questi casi il vero, enorme risparmio sta nella realizzazione del "cappotto" al fabbricato con benefici economici del 30 o anche 40 %.
Se non si realizza il "cappotto" integrale bisognerebbe, per ristabilire l'equilibrio economico precedente, definito con le tabelle millesimali, almeno coibentare il primo e l'ultimo solaio perchè gli appartamenti situati ai piani estremi non restino a sopportare da soli il maggiore onere dovuto alla loro enorme superficie disperdente esposta ai quattro venti. |
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Re: Contabilizzazione del calore : iniqua per i piani estremi (Score: 1) by ANNA BULLANO (grar.an@hotmail.com) on Venerdì, luglio 16 2010 (User Info | Send a Message) | Abito in un condominio ultimato nel 1979.
Tre anni fà abbiamo sostituito la vecchia caldaia con una caldaia a condensazione ed abbiamo anche sostituito i vecchi contabilizzatori a ore con dei dei nuovi contabilizzatori in base alle calorie consumate della ditta coster.
Premetto che i contabilizzatori sono dotati di due sonde per la contabilizzazione dell'acqua in entrata ed in uscita ASSOLUTAMENTE MANOMISSIBILI vale a dire dotate di piombini che possono essere tranquillamente sostituiti e quindi esiste la possibilità di riscaldarsi senza che nessun Kw venga contabilizzato.
Pur ammettendo che il fatto appena esposto non sussista, abbiamo il 21% di dispersione termica, calcolata tra la differenza dei rilievi fatti in caldaia ed i rilievi fatti nelle singole abitazioni.
Ho chiesto da ben due anni all'amministratore di avere una certificazione scritta attestante il calcolo di questa dispersione ma invano.
Il condominio non è assolutamente coibentato in nessuna maniera.
Abbiamo proposto di insuflare lintercapedine dei muri e di isolare il sottotetto ed il porticato .
Solo la sottoscritta ed un altro condomino hanno accettato invece tutti gli altrti hanno fatto orecchie da mercanti.
Il condomino che con me ha ccettato di insuflare le intercapedini, quest'anno ha patito tanto freddo pur facendo girare al massimo e sempre, in quanto il suo appartamento è situato a nord e gli appartamenti sopra e sotto il suo erano sfitti e quindi non riscaldati.
Io abito al primo piano e con questo nuvo tipo di riscaldamento spendo molto di più rispetto a prima.Il punto dolente però e che alcuni dei condomini hanno dei consumi così irrisori ed altri come me hanno dei consumi elevatissimi.
Faccio presente che il tecnico ed il progettista chiamato a firmare i lavori non ci hanno assolutamente informati che eravamo sottoalimentati in quanto a termosifoni per poter avere dei benefici con il nuovo tipo di caldaia, anche se io non parlerei di benefici.
Lo scorso anno ho sostituito gli infissi esterni e tutti i termosifoni adeguandoli ai mc da irradiare.
Risultato un piccolo risparmio con una corposa spesa. Ora sempre a mie spese coibenterò l'intercapedine interna dei muri perimetrali con ISOFLOC (carta di giornale + sali di boro) nella speranza di godere di maggior tepore e pagare di meno.
Proprio ieri ho parlato con l'idraulico che ha eseguito l'installazioen della caldaia e dei contabilizzatori e mi ha detto che se potesse esprimere il suo parere in fatto di contabilizzazione ,direbbe che, nei vecchi stabili come il mio finisce per non esserci una equa ripartizione.
Mi chiedo perchè non ha espresso il suo parere quando si trattava di effettuare questa l'installazione.
All'ultima assemblea, molto indignata ho detto che se non ci sarà garanzia sul fatto che i contabilizzatori non possano essere manomessi e se non avrò certezze anche sulla dispesione termica mi limiterò a pagare le spese di riscaldamento in base ai millesimi di mia proprietà.
Lìamministratore però non ha verbalizzato questa mia decisione.
Innanzitutto con questo mio scritto intendo portare a conoscenza quanto mi accade ad altre persone al fine di invitarLe a riflettere prima di effettuare spese di questo tipo ma mi piacerebbe capire a chi mi posso rivolgere per risolvere il problema di una equa ripartizione delle spese di riscaldamento che a mio parere andrebbero ripartite in base ai millesimi di proprietà per evitare che alcuni paghino pochissimo sfruttando il calore degli altri ed altri invece tanto come la sottoscritta.
Grazie per l'attenzione.
Anna Bullano |
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