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| Tra le domande ricorrenti che ci pervengono c'è il caso della ripartizione dei consumi di acqua che, per vari motivi anche obiettivi, alcuni amministratori effettuano in parti uguali. Ora per sua natura un consumo di risorse, come può essere l'acqua calda o fredda o il calore o altro ancora, non può che essere addebitato nella giusta misura a chi ne ha usufruito. Il condomìnio non è una comune dove vige il principio della mutualità. L'art. 1123 c.c. regola l'addebito delle spese dovute per l'utilizzo della proprietà comune o per la fornitura di servizi comuni. In particolare : "Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne."
Per addebitare a ciascun condòmino il proprio consumo di acqua, calda o fredda, è evidente che in ogni unità immobiliare deve essere presente un misuratore.
Misuratori che dovranno essere necessariamente istallati al più presto laddove mancassero. All'obiezione relativa ai costi si risponde che i misuratori si ripagano da soli in poco tempo perchè la loro presenza determina una notevole riduzione degli sprechi.
Nelle more la ripartizione dei costi dovrà essere effettuata ricorrendo a indici di consumo presunto (numero di occupanti, millesimi di proprietà generale, ..) ma mai in parti uguali. |
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| L'ESPERTO RISPONDE: I consumi di acqua non possono essere ripartiti in parti uguali | Login/Crea Account | 0 commenti |
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